Recensioni Archiviate
Mika Male Teatro PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippa   
Venerdì 04 Novembre 2011 18:52

Giusto con un po' di ritardo (vabbè, è colpa sua, ho seguito la terapia della dottoressa e per un po' nessuno mi ha più vist* in giro... provare per credere!), vi diamo notizia del grande ritorno sulle scene di Mika Male Teatro. La nostra artista, dopo averci deliziati con Suor Melodia, ci presenta la sua ultima creazione, la briosa e spumeggiante Dolores de Imenez. Quale palcoscenico migliore per un'anteprima del Festival di cinema lesbico Some Prefer Cake? Ovviamente Dolores non si è fatta pregare ed è giunta tra noi per prendere in mano le nostre vite sessuali (un po' troppo spente e tristi per i suoi gusti). La caliente dottoressa argentina ci ha guidat* alla scoperta della giusta terapia per dare una scossa alle nostre esistenze e ripartire con grinta. Inutile dire che si ride parecchio, come sempre quando va in scena Mika Male Teatro.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Novembre 2011 19:10
 
L'ingegner Gadda va alla guerra PDF Stampa E-mail
Scritto da Basettona   
Lunedì 04 Aprile 2011 10:41

 

Di e con
Fabrizio Gifuni
Regia
Giuseppe Bertolucci

 


Molto bello e altrettanto difficile questo spettacolo mostra Gifuni in tutta la sua ecletticità.. Il protagonista salta da un dialetto all'altro senza difficoltà, diventando (si badi alla scelta delle parole) toscano, genovese, romano, milanese..

Ho letto che "l'idea che percorre questo spettacolo è quella di riconoscere in Gadda le stigmate di un Amleto novecentesco (di qui le citazioni dalla celeberrima tragedia), nemico a un mondo che gli è nemico, lucidamente consapevole della propria estraneità proprio come il protagonista della Cognizione del dolore Pirobutirro, nei confronti dell'odiata Pastrufazio." (trovate la recensione qui)
Se l'idea è assolutamente perfetta e calzante, quegli sprazzi  shakespeariani così poco integrati nel racconto faticano a raggiungere l'effetto desiderato.

Peraltro, il testo è complicato, la scelta delle parole ardita, ma Gadda (così mi han detto almeno, che io da brava ignorante del grande lombardo non ho letto nulla) proprio sul linguaggio ha costruito la sua fama letteraria.

Tornando allo spettacolo, diremo che nonostante si presenti come un atto unico si possono chiaramente riconoscere due componenti in qualche modo distinte.
Nella prima parte (tratta dai diari dell'autore) ci si muove nel terreno fangoso delle trincee della prima guerra mondiale, assaporando il disgusto per la guerra mescolato all'incapacità di relazione e alla melanconia.. Il tutto sempre strettamente connesso alle condizioni dei soldati, abbandonati al fronte da politici e generali privi dei mezzi di sostentamento basilari (si vedano le scarpe di cartone)..
Netta anche nel prosieguo dello spettacolo la critica alla guerra e soprattutto al potere.. Con un breve viaggio nell'Italia fascista (all'interno del quale Gifuni interpreta in maniera magnifica l'avventura coloniale di Abissinia) che funge da prologo perfetto alla conclusione, tutta rivolta all'attualità, narrata con un linguaggio ancora una volta complesso ma efficace e a tratti quasi comico..
anche se a ben guardare c'è poco da ridere..

Per saperne di più su YouTube trovate una intervista a Fabrizio Gifuni

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Aprile 2011 13:47
 
Il Misantropo PDF Stampa E-mail
Scritto da Truda   
Giovedì 17 Marzo 2011 11:37

Massimo Popolizio porta in scena all'Arena del Sole il personaggio di Alceste, il famoso misantropo tanto bene descritto dal maestro Molière.

Alceste non vuole piegarsi davanti alle ingiustizie e ai compromessi, ma deve farlo davanti alla passione e alll'amore che nutre per Célimène, donna che ben sa come muoversi tra maldicenze e ruffianerie.

Una storia del 1666 ancora interessante e capace di raccontare la natura umana.

Massimo Castri è il regista di questo nuovo allestimento de "Il Misantropo" e in scena oltre a Popolizio vedremo Graziano Piazza, Sergio Leone, Federica Castellini, Ilaria Genatiempo, Laura Pasetti, Tommaso Cardarelli, Andrea Gambuzza, Davide Lorenzo Palla, Miro Landoni.

Per una serata gradevole a teatro, fino al 20 marzo all'Arena del Sole.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Marzo 2011 19:41
 
Piazza d'Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Truda   
Mercoledì 02 Febbraio 2011 17:54

Lo spettacolo messo in scena da Baliani, che ne cura la regia, prende spunto dal romanzo di Antonio Tabucchi intitolato "Piazza d'Italia".

Lo spettacolo, all'interno della rassegna per i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia, racconta cento anni di storia italiana attraverso le vicende di una famiglia toscana.

La storia in sè non mi ha fatto impazzire, ma è questione di gusti poichè non sono un'amante del romanzo ciclico stile sudamericano (penso a Cent'anni di solitudine) legato alla magia, detto ciò lo spettacolo tiene botta bene e soprattutto la regia di Baliani è molto interessante sia per la messa in scena degli attori sia per il grande cubo al centro che segna il passare del tempo.

Lo spettacolo sarà al Testoni di Casalecchio di Reno il 19 e 20 febbraio. Altre date della tournèe in Emilia Romagna sono visibili su www.marcobaliani.it

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Febbraio 2011 18:58
 
Il Berretto a Sonagli PDF Stampa E-mail
Scritto da Truda   
Venerdì 21 Gennaio 2011 21:12

Pirandello senza grossi cambiamenti, con alcune trovate sceniche e una recitazione impeccabile che rendono "Il Berretto a sonagli" opera piacevole da andare a vedere.

Pino Caruso nel ruolo dello scrivano Ciampa e soprattutto Magda Mercatali nel ruolo della moglie "presunta tradita" rendono lo spettacolo ricco di verve.

Interessante l'idea scenografica della stanza a volte aperta sul pubblico e in alcuni momenti chiusa da pareti di stoffa, che fanno diventare lo spettatore pettegolo guardone.

Per una serata gradevole.

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Marzo 2011 12:08
 
Terra Padre PDF Stampa E-mail
Scritto da Basettona   
Lunedì 13 Dicembre 2010 12:28

Teatro dell'Archivolto

TERRA PADRE
reading/spettacolo dai racconti di Roberto Saviano
con Neri Marcoré e Eugenio Allegri
musiche originali Mario Arcari
scene Lorenza Gioberti
regia Giorgio Gallione

Due premesse, necessarie e sufficienti come si dice in matematica: non ho letto Gomorra (nè ho visto il film che ne è stato tratto) e non sono una fan sfegatata di Roberto Saviano. Ciò detto, ho visto Vieni via con me e l'ho trovato un programma meritevolissimo, fatto da persone e idee e non solo di personaggi e chiacchiere da bar..

Da la terra padre: "Quando arrivano nuove partite di kalashnikov bisogna testarli. Vedere se funzionano, notare se la canna è ben messa, prenderci confidenza, verificare che i caricatori non si inceppino. Potrebbero esercitare i mitra in campagna, sui vetri di vecchie auto blindate, comprare lastre da sfasciare in tranquillità. Non lo fanno. Sparano invece sulle vetrine, sulle porte blindate, sulle saracinesche, un modo per ricordare che non c’è cosa che non possa esser loro e che tutto in fondo è una concessione momentanea, una delega di un economia che solo loro distribuiscono. Una concessione, null’altro che una concessione che in ogni momento potrebbe esser revocata. E poi c’è anche un vantaggio indiretto poiché in zona, le vetrerie che hanno i migliori prezzi sui vetri blindati sono tutte legate ai clan, quindi più vetrine rovinate, più danaro per vetrerie."

Neri Marcorè ed Eugenio Allegri, vestiti in un sobrio completo scuro, si alzano e si siedono a turno, illuminati per il tempo necessario allo svolgersi del racconto e per il resto in ombra, non si fermano a raccogliere applausi anche quando il pubblico sarebbe tentato, si rimbalzano l'un l'altro una storia inteminabile di morti ammazzati, rifiuti accatastati, incomprensioni, stereotipi, rifiuti riciclati a scopo di lucro, impotenza, camorra quotidiana, raffiche di mitra, vicende personali e storia contemporanea di sfruttamento e miseria.. Non c'è che il tempo per rabbrividire, poi il racconto prosegue e ciò che segue è uguale o peggio di quanto appena ascoltato..

Il tutto nella cornice di una scenografia di pietra e lumini che cambia colore, come un serpente che cambia pelle, ma resta immutabile e spietata come la storia di clan che racconta..

Link utili: Teatro dell'Archivolto, sito ufficiale di Roberto Saviano, La terra padre (uno degli scritti da cui è tratto, in parte lo spettacolo)

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Dicembre 2010 13:27
 
A corpo morto PDF Stampa E-mail
Scritto da Truda   
Venerdì 03 Dicembre 2010 21:52

di e con Vittorio Franceschi.

Regia di Marco Sciaccaluga.

Lo spettacolo parla della morte e questo non è mai facile da affrontare.

Franceschi in scena da solo usa delle maschere (realizzate appositamente da Werner Strub) e si cala meravigliosamente nei personaggi che interpreta e che sono tutti nello stesso posto: l'obitorio.

Il titolo non rappresenta una metafora, ma crudamente racconta la scena in cui siamo calati: l'obitorio con dei corpi lì distesi e coperti a cui i cari si rivolgono.

Ammetto la mia ignoranza, non conoscevo Vittorio Franceschi prima di questo spettacolo, ma ne sono rimasta piacevolmente stupita. Un istrione sul palco che sa passare da ragazzo indeciso a signora di mezza età aiutato solo dalle maschere.

Se vi capita di vederlo, andate, all'Arena del Sole fino a domenica 5 dicembre. Merita.

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Dicembre 2010 22:13
 
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