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| Le Torri di Bologna |
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| Scritto da Mafaldo | |||
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Quando ti capita di ospitare qualcuno che non conosce Bologna, sono diverse le cose che puoi indicargli magari proponendoti come guida improvvisata. Ho sperimentato che un tour piuttosto d'effetto è quello della scoperta delle torri medievali superstiti. Nel passato, pur con opinioni contrastanti sul numero, le torri erano molte, espressione di potere delle più importanti famiglie bolognesi. Le ultime demolizioni risalgono purtroppo ad un periodo recente, gli inizi del secolo scorso. Fortunatamente lo scempio si è fermato. Oggi possiamo ammirarne diverse, alcune bellissime proprio perché nascoste e sconosciute.
Basta fare poi pochi passi verso piazza Santo Stefano e se ne scorge una sulla destra, la torre Alberici al numero civico 4, circondata da case in stile medievale; poi, procedendo in via Castiglione e girando verso piazza Cavour, ecco spuntare la torre Toschi, proprio all'incrocio con via de' Toschi.
Se proseguiamo verso il portico del Pavaglione, ecco in via Marchesana, circondata anch'essa da case in stile medievale, la torre Carrari.
Attraversiamo piazza de' Celestini e in vicolo Spirito Santo ecco la torre Catalani. Torniamo verso via Farini e proprio di fronte al palazzo della Cassa di Risparmio ecco una piccola torretta, poco riconoscibile perché mozzata nei secoli scorsi e oggi inglobata nel palazzo all'angolo con vicolo San Damiano. E' la torre dei Bertolotti. Un'altra torre irriconoscibile la troviamo tornando in via Rizzoli. E' la torre Ramponi, anch'essa inglobata in un palazzo e intonacata tanto da renderla irriconoscibile. Proprio di fronte, all'angolo del palazzo del Podestà ecco la torre Lambertini, anch'essa un poco rimaneggiata nel furore revisionista del primo novecento.
Spesso non si notano nemmeno le torri che dominano Piazza Maggiore, la torre dell'Arengo che sovrasta leggermente pendente il palazzo del Podestà e la torre del Capitano o Accursi, oggi torre dell'orologio del Palazzo Comunale.
Giriamo alle spalle del comune , in piazza Galileo, ed ecco la torre Agresti in parte modificata dall'altana sulla sommità. E' sufficiente girare lo sguardo al Palazzo Comunale e vediamo inglobata la torre dei Lapi. Torniamo in piazza Nettuno e volgendo lo sguardo verso via Indipendenza ecco svettare la torre Scappi, pensata per essere più alta ma mai completata. Attraversiamo via Rizzoli ed entrati in via Altabella possiamo ammirare la torre Azzoguidi, la seconda per altezza, e poco distante in via Sant' Alo' la torre dei Prendiparte, detta Coronata per le punte della risega con cui termina; proprio accanto in via Albiroli ecco la torre Guidozagni , che prende il nome ed era quindi posseduta dalla stessa famiglia che costruì una delle ultime torri demolite all'angolo tra via Rizzoli e Piazza della Mercanzia.
Proseguiamo verso via Oberdan ed entrati nel ghetto ebraico da vicolo Mandria, ecco la torre Uguzzoni, con una graziosa porta a sesto acuto.
Una torre molto nascosta è la torre Conoscenti, detta anche Ritrovata poiché se ne erano perse le tracce ed è stata “ritrovata” solo nel 1975 quando i restauri del palazzo Ghisilardi (sede del Museo Medievale) la fecero riemergere dall'oblio. Ma esistono ancora tante torri nascoste o almeno i loro resti, come la torre Oseletti, in Strada Maggiore 34/36, che ad una prima occhiata non si vedrebbe se non fosse per il basamento di selenite tipico delle torri bolognesi che ancora circonda il portone d'ingresso. Girando per la città si trovano ancora diversi resti di basi di torri inglobati nei palazzi. Potremmo, per stupire ( o sfinire??) i nostri ospiti , aggiungere i 4 torresotti rimasti della seconda cinta muraria, in San vitale, in via Castiglione, Porta nuova e in via Piella. Finiamo qui? Allora proprio accanto meritiamoci il riposo e un gustoso ristoro da Serghei, proprio in via Piella, deliziandoci con le prelibatezze della cucina bolognese.
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 Lunedì:
h. 18.00-19.30 e 19.30-21.00
Giovedì:
h. 17.00-18.00 e 18.00-19.00



Partiamo per il tour osservando le due più celebri, simbolo della città, la Asinelli, che svetta come un antico grattacielo, la Garisenda, dolcemente pendente. Se non siete fumatori incalliti, vale la pena sfidare la ripida scala di legno e salire in vetta per gustarvi una veduta spettacolare della città .
Da qui, giungiamo in piazza Galvani, ed entriamo in una delle corti più belle e nascoste, la Corte de' Galluzzi, dal nome dell'omonima torre, la più recente tra quelle rimaste a noi oggi. La si può ammirare all'interno entrando nella libreria Mondadori proprio da via d'Azeglio.








